IL LAVORO E' LUCE CHE RITORNA

UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI


Comunicato stampa

Queste poche parole, pronunciate tanti anni fa da uno dei "padri fondatori" dell'Unione Italiana Ciechi, sono ancora oggi, per noi, il modo più efficace per celebrare la Festa del Lavoro.

I ciechi e gli ipovedenti italiani desiderano manifestare in questo primo maggio tutta la loro vicinanza con i milioni di lavoratori che celebrano oggi la loro festa.

Ci sentiamo fraternamente vicini a chi il lavoro è costretto a difenderlo tutti i giorni; a chi ancora non ce l'ha e lo cerca disperatamente; a chi è costretto ad accettare condizioni di pesante disagio, pur di portare a casa un salario spesso striminzito e inadeguato.

Vogliamo anche richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che il lavoro non riescono a trovarlo perché devono sommare alle difficoltà di tutti, il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la propria condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa.

Vogliamo sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso quanti si avvicinano al mondo del lavoro pur in presenza di una qualche disabilità che occorre superare con azioni positive comuni, invece che escludere a priori chi ne è portatore.

Vogliamo invocare in questo giorno di celebrazione del lavoro, interventi strutturali del Governo, del Parlamento e delle Regioni, per offrire anche alle persone con disabilità le pari opportunità di inclusione nel tessuto lavorativo del Paese, secondo i princìpi di civiltà, di umanità e di progresso ai quali deve ispirarsi l'azione della società e delle istituzioni.

Noi ciechi e ipovedenti italiani, insieme a tutti gli altri lavoratori, desideriamo ricordare in questo giorno che il Lavoro è il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e di uguaglianza dei cittadini e che l'esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio, costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono addirittura la dignità delle persone.

Auspichiamo e ci auguriamo dunque in questo giorno di festa e di riflessione che la Luce del lavoro possa davvero illuminare presto anche la vita quotidiana di tanti tra noi che ancora attendono, molto semplicemente, di poter guadagnare il proprio diritto a un'esistenza normale: persone tra le persone, cittadini tra i cittadini.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti




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