Il vademecum su cosa fare in caso di punture di insetti!

Dal Corriere.it:

Medicina: Punture di insetti, che fare? Il vademecum.



Sono le punture di api, vespe e calabroni le più frequenti cause di reazioni allergiche. Conoscere la differenza tra una normale reazione a una puntura e una vera reazione allergica può salvare la vita.
Da maggio prende il via la prima edizione della campagna d'informazione «Punto nel Vivo», con l'obiettivo di far conoscere al pubblico l'esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri.
La campagna è patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo incondizionato di Alk-Abellò.
Questo è un vademecum su come comportarsi e cosa sapere in caso di puntura di insetti.
1) 5 milioni di italiani punti ogni anno
«Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti» dichiara la dottoressa Maria Beatrice Bilò, coordinatrice di «Punto nel Vivo» e specialista in Allergologia degli Ospedali Riuniti di Ancona «ma si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica senza essere a conoscenza delle conseguenze. L'allergia al veleno di imenotteri può provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o severe reazioni sistemiche (dall'1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte, con circa 10 casi all'anno accertati in Italia». Patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus - Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo incondizionato di Alk-Abellò da maggio prende il via la prima edizione della campagna d'informazione «Punto nel Vivo», con l'obiettivo di far conoscere al pubblico l'esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di insetti.
2) La puntura di ape - cosa fare
Cosa fare in caso di puntura di ape?
Il pungiglione delle api è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. E' opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile perché questo diminuisce la dose iniettata. Aiutarsi con una punta smussa (anche l'unghia) con un movimento dal basso verso l'alto senza utilizzare pinze o schiacciarlo tra le dita poiché il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare ulteriore veleno. Applicare, quindi, del ghiaccio.
3) Qual è una reazione «normale» a una puntura di insetto?
Quale tipo di reazione dopo una puntura di vespa, ape o calabrone può essere considerata «normale»? La reazione può essere considerata normale se, dove è stato punto, si ha dolore, gonfiore, rossore e prurito di pochi centimetri.
4) Quando bisogna stare più attenti
Se in seguito a una puntura di vespa, si è verificata una reazione sulla pelle di oltre 10 cm di diametro, con gonfiore arrossamento e prurito, durati circa 3 giorni, si è a rischio di reazione più grave in seguito a un'altra puntura?
Circa il 5-10% di soggetti adulti con reazioni locali estese, cioè come quella descritta, dopo la puntura di una vespa è a rischio di reazione generalizzata, se l'esame allergico è positivo.
5) Quando le punture sono decine
Se si è punti contemporaneamente da tante api o vespe cosa può accadere?
Anche se non si è allergici si possono verificare reazioni generalizzate di tipo tossico responsabili di sintomi gravi che compaiono anche dopo 24-48 ore, ma solo se il numero delle punture è molto elevato (decine).
6) Differenze tra veleni: ape o vespa
Chi ha avuto una reazione generalizzata da puntura di ape è a rischio di reazione in seguito a puntura di vespa?
Il fatto di essere allergici al veleno di ape non pone a maggior rischio di diventare allergici al veleno di vespa. Tuttavia, in casi particolarmente sfortunati ma poco frequenti, il paziente può sviluppare una nuova allergia anche verso il veleno di vespa.
7) Quando fare il test per le allergie
Quando si possono fare le prove allergiche dopo avere avuto una reazione generalizzata da puntura di vespa, ape o calabrone?
E' consigliabile eseguire le prove allergiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa.
8) Allergia ed ereditarietà
L'allergia all'ape è ereditaria e può quindi coinvolgere i familiari?
Non ci sono dati sufficienti per indicarne una ereditarietà. Le reazioni sono frequenti in familiari di apicoltori perché si è più a contatto con le api.
9) La puntura di calabrone, la più pericolosa
Il calabrone provoca reazioni più pericolose rispetto agli altri vespidi?
Esiste un report indicativo di tale maggiore pericolosità. Probabilmente sì perché inietta una maggiore quantità di veleno.
10) Come premunirsi se si è allergici
In seguito allo shock anafilattico provocato dalla puntura di un'ape, in Pronto Soccorso hanno prescritto a un paziente l'adrenalina auto-iniettabile da praticare in caso di nuove punture. E' sufficiente o è necessario praticare anche il cortisone e l'antistaminico consigliato dal medico curante? In caso di shock anafilattico l'adrenalina e gli altri farmaci consigliati dal medico sono corretti, tuttavia è necessario comunque allertare il 118 al fine di completare il trattamento e restare in osservazione per tutto il tempo necessario. Comunque esiste la possibilità di prevenire un evento così drammatico, sottoponendosi a degli esami diagnostici per l'allergia al veleno degli imenotteri e a un'eventuale immunoterapia specifica, riconosciuta come salvavita.
11) Come comportarsi se si è allergici?
Chi risulta allergico al veleno di vespe deve modificare le sue abitudini di vita?
Generalmente no, soprattutto se sta eseguendo l'immunoterapia specifica. E' stato dimostrato che l'immunoterapia per veleno di imenotteri migliora nettamente la qualità della vita dei pazienti, soprattutto per ciò che attiene l'ansia e la possibilità di vivere una vita normale.
12) Lunghi effetti protettivi del vaccino
Chi è allergico al veleno di un imenottero e sta facendo il vaccino è protetto da tutti i veleni di imenottero? E per quanti anni?
L'immunoterapia specifica protegge solo per il veleno utilizzato nella stessa immunoterapia. Dopo 5 anni di immunoterapia, studi eseguiti soprattutto con il veleno di vespidi dimostrano un effetto protettivo anche dopo 20 anni dall'interruzione della terapia.
13) Come non «provocare» un'ape
Quali sono i fattori che aumentano l'aggressività delle api?
Il sudore e l'anidride carbonica eliminata con la respirazione attirano gli imenotteri e lo stesso succede con spray e cosmetici profumati. Odori intensi come quelli di un profumo, colori scuri nei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. Ricordatevi inoltre che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con loro perché vengono abbassati i corridoi di volo.
14) La campagna «Punto nel Vivo»
Confondere una normale reazione a una puntura con una reazione allergica è molto frequente, per questo è importante imparare a riconoscere la differenza grazie al supporto dell'allergologo. Per tutti i mesi estivi verranno diffusi in oltre 150 pronto soccorso italiani materiali informativi sulla allergia al veleno di imenotteri, con l'obiettivo di favorire la conoscenza di un idoneo percorso diagnostico e terapeutico, realizzabile attraverso una stretta collaborazione tra personale del pronto soccorso e specialista allergologo. Nel caso di una vera reazione allergica, lo specialista valuterà di caso in caso la necessità di munire il paziente con il presidio salvavita della adrenalina autoiniettabile e di iniziare l'immunoterapia allergene specifica (Ait) in grado di curare questa allergia.