Sci di fondo

La presente sezione è dedicata a uno degli sport faticosi dal punto di vista fisico, ma sicuramente praticabile dai privi della vista e ampiamente appagante dal punto di vista del rapporto con la natura e via discorrendo!

Tra i numerosi sport praticati, o che potrebbero essere esercitati dai non vedenti, lo sci di fondo (nella graduatoria delle discipline più attuate) detiene sicuramente uno dei primi posti.

Anche se agli occhi della gente può sembrare strano, andare con gli sci per un non vedente può risultare più semplice che camminare a piedi su un terreno magari accidentato. Ciò è determinato dal fatto che sugli sci non è necessario preoccuparsi di quanto si deve alzare un piede per non inciampare nelle sporgenze, di quanto si deve allungare un passo per scavalcare un qualsiasi ostacolo o buca. Infatti, sugli sci da fondo è sufficiente lasciarsi scivolare.

Intorno agli anni 80, grazie ad alcuni pionieri, ha avuto inizio lo sci di fondo riservato ai privi della vista. Tra di loro vi erano anche sciatori normo-dotati che per svariate ragioni avevano perso la vista, ma non la voglia di riprovare a fare ciò che facevano precedentemente. All'interno di questo gruppo vi erano maestri di sci che, rimasti privi della percezione della luce, hanno messo la loro esperienza a disposizione degli altri e provando, cercando, studiando le soluzioni più applicabili, si sono accorti che, fatte le adeguate correzioni tecniche, non solo potevano continuare a praticare questo sport, ma era possibile istruire amici vedenti affinché essi stessi diventassero istruttori per ciechi. Uno di questi ex maestri è l'ormai famoso Carl Smooc che a Bolzano ha creato il "gruppo sportivo non vedenti" e con la collaborazione di alcuni vigili urbani del settore sportivo, che si sono dedicati a questa attività, è nata una vera e propria scuola di sci di fondo che, di anno in anno, ha visto crescere il numero di partecipanti alle varie settimane bianche organizzate nelle meravigliose valli del Trentino Alto Adige.

Anche a Bergamo un piccolo gruppo di maestri di sci facenti parte del "CLUB ALPINO ITALIANO" (CAI), in maniera completamente autodidatta, hanno creato un corso per istruttori di sci di fondo per disabili visivi. Il promotore fu Annacleto Gamba. Anch'essi, da molti anni, istituiscono settimane bianche in val Pusteria alle quali prendono parte, ad ogni nuova edizione, sempre più persone.

La consapevolezza e la voglia di poter fare attività fisica in mezzo alla natura è cresciuta al punto tale da invogliare altri gruppi a tentare di organizzare settimane bianche e verdi, ma di quest'ultime parleremo nelle consone sedi. Quest'attività si svolge prevalentemente nell'Italia settentrionale. Vi segnalo alcuni organizzatori: il gruppo sportivo di Milano, il gruppo sportivo della regione Toscana, la F.I.C.S, il radio club ciechi d'Italia, un folto gruppo di ciechi di guerra, il gruppo sportivo di Torino, il gruppo sportivo della Liguria ((Genova 2000) che quest'anno ha maturato la sua quarta esperienza), Sportabili (agenzia alla quale ci si può rivolgere per la pratica di tutte le discipline sportive, anche individualmente) e altri ancora.

A differenza del comune sciatore, al praticante non vedente occorre una guida che lo informi delle variazioni del terreno (discesa con curve, salite ripide), o l'eventuali difficoltà.

La tecnica maggiormente utilizzata è quella a passo alternato (tecnica classica), in quanto offre la possibilità di farsi guidare dalle tracce battute sulle piste e comunque non comporta spostamenti del corpo dove non si hanno punti di riferimento continui da seguire e mi riferisco al passo pattinato (tecnica libera).

Per quanto riguarda la preparazione fisica e i pericoli ai quali si va incontro, è sufficiente una normale padronanza della propria mobilità, con un discreto senso dell'equilibrio e poiché ci si muove in ambienti non particolarmente scoscesi, il rischio di farsi male cadendo è davvero remoto.

L'equipaggiamento. Non è necessaria una speciale strumentazione, l'importante è dotarsi dell'attrezzatura giusta: tuta da sci di fondo, quindi che non sia troppo pesante perchè, facendo molti movimenti, il corpo tende a scaldarsi autonomamente; guanti fini per impugnare più comodamente le racchette; cappello di lana o banda per le orecchie. Per quanto concerne le scarpe, le racchette e gli sci, consiglierei di affittarli la prima volta e comprarli una volta che si è certi della volontà di professare quest'attività.

Per chi volesse ulteriori delucidazioni, o si volesse iscrivere a una delle tante settimane bianche, è sufficiente rivolgersi alla sezione dell'Unione Italiana Ciechi della propria provincia e sicuramente i responsabili saranno in grado di dare le giuste indicazioni.

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