Corsi di fotografia per ipovedenti

Da Barcellona a Genova
Promosse dall'associazione catalana Tres Cucarachas, con a capo una
genovese, le lezioni sono sbarcate anche nella nostra città. Ci siamo
intrufolati con le telecamere in un'uscita nel centro storico per spiare il
lavoro di allievi e maestra insegnante di fotografia, e agli allievi
Corrado, Gianfranco e Beatrice, per una sessione di scatti nel centro
storico, la prima uscita prevista a metà del corso.Grazie alla tecnologia
digitale, e ai programmi di ingrandimento, coloro che sono affetti da
parziale cecità possono, una volta scaricate le foto sul computer, vedere al
meglio ciò che hanno fotografato: "Un'estensione della vista", spiega
soddisfatta Beatrice.

Dal punto di vista fotografico, gli scatti raggiungono risultati pregevoli:
ad esempio Gianfranco, prima di perdere quasi totalmente la vista, era un
appassionato dell'obiettivo. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Genova, 13 luglio 2011.
http://www.youtube.com/watch?v=kQJ1z-nTA8Q&feature=player_detailpage
Ecco il resoconto di un partecipante: Corrado Siri di Albisola (Savona).
>> o frequentato il corso di fotografia con fotocamera digitale, rivolto a
>> persone ipovedenti, che sì è tenuto a
>> Genova fra giugno e luglio, presso la sede dell'Unione italiana ciechi e
>> ipovedenti.
>> Il corso è
>> stato organizzato dall'associazione Tres cucarachas di Barcellona, dove
>> sono
>> già stati tenuti corsi fotografici per ipovedenti.
>> Una delle componenti dell'associazione spagnola, Francesca Biachessi, è
>> genovese e ha pensato di organizzare, per la prima volta in Italia, un
>> corso
>> fotografico di questo genere, proprio nella sua città, Genova, con la
>> collaborazione dell'uici.
>> Il corso, della durata di 20 ore, è stato tenuto da Stefania Strizoli,
>> referente genovese dell'associazione catalana. Il corso prevedeva una
>> parte
>> teorica, finalizzata all' acquisizione delle conoscienze di base della
>> tecnica fotografica, e due uscite per sperimentare quanto appreso durante
>> le
>> lezioni, e mettere alla prova la creatività dei tre allievi.
>> Per me è stata un'esperienza molto interessante e stimolante.
>> Per un ipovedente, seguire un normale corso di fotografia per
>> normovedenti, sarebbe alquanto difficile.
>> E' chiaro, come del resto per altre situazioni di apprendimento e
>> formazione, che gli ipovedenti necessitano di un approccio didattico
>> peculiare ed adatto alle loro esigenze di disabili visivi.
>> Infatti sono state approntate dispense ad hoc, con immagini e didascalie
>> ingrandite. Anche la parte teorica appresa informaticamente è stata
>> preparata osservando il medesimo criterio di accessibilità e fruibilità.
>> La docente ha tenuto conto dei "tempi tecnici" di cui un ipovedente deve
>> disporre per guardare, capire e interpretare una fotografia.
>> E' stato significativo confrontare le differenti impressioni, suscitate
>> dall'analisi di fotografie famose e storiche visionate insieme durante
>> gli
>> incontri.
>> Ci si domandava quanto e in che modo l'ipovisione condizioni, ed incida
>> sulla percezione e la conseguente fruizione di una fotografia.
>> A volte è utile, dopo una visione globale dell'immagine, procedere con
>> gli
>> ingrandimenti, possibili col computer. Si notano e si rilevano così,
>> particolari, sfumature, tecniche, altrimenti non percepibili.
>> Quando si ritorna a osservare la foto nelle sue dimensioni originali, si
>> modifica la sensazione iniziale. Sensazione che da ipovedenti può, al
>> primo
>> approccio, portare a prendere ...lucciole per lanterne!
>> Appassionarsi all'arte della fotografia significa guardare attentamente
>> la
>> realtà che ci circonda, in vari contesti, essere attratti da qualcosa e
>> aver
>> voglia di catturare l'attimo. Sentire l'esigenza di fermare il tempo e il
>> movimento, scattando una fotografia che immortali l'emozione, il pensiero
>> di
>> un momento, col desiderio di rivivere le stesse sensazioni ogni volta che
>> si
>> rivedrà la foto, con l'enorme piacere di rendere partecipe di tutto ciò
>> lo
>> spettatore che vedrà la nostra foto!
>> Per me ipovedente, è una bella soddisfazione, trasmettere un'emozione a
>> persone che vedono bene, con una mia fotografia.
>> Richiede impegno fare belle foto! Per tutti! Ma chiaramente una persona
>> che
>> vede poco deve fare i conti non solo con la propria creatività, che è un
>> dono innato da affinare con l'esperienza, ma soprattutto con la propria
>> capacità di imparare ad osservare e interpretare la realtà. E'
>> utilissimo
>> selezionare le fotografie fatte, scoprirne gli errori e i difetti. Fa
>> parte
>> della giusta formazione rifare le stesse foto per migliorarsi. Tutto ciò
>> ha
>> favorito lo sviluppo del reportage che ognuno dei frequentanti doveva
>> preparare per la conclusione del corso, con la prospettiva di allestire
>> una
>> mostra.
>> E alla fine, che meraviglia guardare una nostra foto e scoprire tesori,
>> nei
>> particolari, che scattando la foto non avevamo visto!
>> .......quando si ritorna sul luogo, si ha una "ipervisione" della realtà,
>> indagata in precedenza dal nostro obiettivo!!



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