La passeggiata tra i due Santi!

Domenica 10 novembre 2013, come programmato da qualche giorno prima, anche se le previsioni meteo non erano delle migliori, infatti c'era un discreto vento e un po' di nuvolositÓ, si Ŕ svolta la passeggiata, sulla pista ciclo-pedonale del ponente ligure, tra Sanremo e San Lorenzo al mare. Nell'oggetto ho volutamente intitolare l'escursione "
La passeggiata tra i due santi", anche se in realtÓ, come visto recentemente, San Remo non esiste ed Ŕ per questo che ultimamente il suo nome Ŕ scritto attaccato.

L'appuntamento era sotto casa mia per le ore 09 e al suono della campana della chiesa della Mercede si sono messi in movimento il sottoscritto, Cesare, Roberto, Giancarlo, sua moglie Mary Grace e la loro figlioletta Irene di 2 anni e 4 mesi. Da San Martino (zona est di Sanremo) abbiamo raggiunto Via Privata Scoglio scendendola per immetterci nella pista ciclo-pedonale.

Conquistato il primo punto ristoro, che si trova all'incrocio con Via Tre ponti, ci siamo fermati, ma non per rifocillarci, ma per aspettare Antonella e Sabrina. Alle 09,20 il gruppo era nuovamente in marcia e, dopo aver superato il lungo mare dei Tre ponti dove il sole iniziava a farsi vedere, oltrepassato la prima galleria, essere sfilati di fianco al secondo punto ristoro che si trova in un punto strategico e in mezzo al verde, abbiamo attraversato la seconda galleria (tra l'altro la pi¨ lunga del tratto Sanremo-Arma), superata la terza galleria un po' particolare poichŔ ha una parete semiaperta, abbiamo raggiunto Maurizio entrato in pista all'altezza di Bussana. Alle 10,35, dopo circa 6 chilometri di cammino, abbiamo fatto una breve sosta ad Arma di Taggia dove a noi si Ŕ unita Debora, l'ultimo componente mancante del gruppo. Poco dopo il drappello si metteva in cammino passando di fianco ai lavori, ormai fermi da tempo, del parcheggio della vecchia stazione e intorno alle 11,30 ci fermavamo brevemente al semaforo di Riva ligure. Ricompattato il gruppo, perchŔ naturalmente le andature erano diverse, proseguivamo e, dopo aver superato Santo Stefano arrivavamo ad Aregai. Cesare ci ha informato che il paesino prende il nome probabilmente da una distorsione del dialetto. Ai tempi dei saraceni, ovvero quando i turchi attaccavano i litorali liguri, una nave di essi finý contro la secca che si trova davanti al centro abitato colando a picco e tutti morirono. Da allora la localitÓ venne chiamata Annegai (dal ligure annegati) e col tempo, constatato che Annegai era sinonimo di negativitÓ, il nome venne trasformato in Aregai.

Dopo la breve sosta culturale, abbiamo attraversato Costa rainera dove il vento, abbastanza forte fino ad allora, sembrava mitigarsi leggermente. Intanto il sole aveva definitivamente bucato le nuvole rendendo la giornata bella anche dal punto di vista metereologico.

Il manipolo, dopo aver proseguito sulla pista che in questo punto passa proprio sopra la scogliera, infatti si potevano percepire delle piccole gocce di salsedine che il mare abbastanza grosso rilasciava nell'aria, ha imboccato l'ultima galleria che, lunga circa un chilometro e mezzo, porta a San Lorenzo, la meta finale. Alle 13,15 circa, i passeggiatori raggiungevano il ristorante Il gabbiano per il meritato pranzo!

Un bravo sicuramente va a Giancarlo che, visto che si definisce pigro, non fa mai lunghe passeggiate, quindi fare di colpo 18 chilometri non Ŕ facile e lui li ha fatti senza lamentarsi mai!

Bravissima a Mary Grace che, oltre camminare, ha dovuto spingere il passeggino con sopra Irene.

Brava anche ad Irene che, vista la piccola etÓ, Ŕ stata fin troppo tranquilla!

Un bravo comunque a tutti per la caparbietÓ, ma gli altri erano un po' pi¨ allenati, escluso Sabrina che, per problematiche personali, ha dovuto partecipare a bordo della sua sedia a rotelle.

Gli aderenti alla passeggiata erano per lo pi¨ soci dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus, sezione provinciale di Imperia e alcuni amici.

Ci sono in programma diversi itinerari che si vorrebbero percorrere, ma di essi se ne riparlerÓ prossimamente!

Di Fabrizio D'Alessandro



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